Effetti del ciclismo sulla colonna vertebrale

Pochi giorni fa abbiamo parlato di un studio relativo all’utilizzo degli Elastic Taping applicati al collo, studio che è stato reso possibile anche grazie all’utilizzo del nostro Moover One. Oggi presentiamo un nuovo studio molto importante, pubblicato da “Sport”, che indaga gli effetti dell'adozione di una postura specifica e prolungata sui ciclisti, proponendosi di valutare la colonna vertebrale in un campione di ciclisti amatoriali e di confrontarla con un campione di non ciclisti, pur sempre atleti, attraverso un metodo di scansione 3D. Studio che è stato condotto, grazie all’ausilio di Spine 3d e della sua tecnologia (LiDAR) non invasiva, da un team di specialisti guidati da Antonio Patti, Antonino Bianco, Valerio Giustino, Flavia Figlioli e Giuseppe Messina..

La postura del ciclista e l'adattamento corporeo
La letteratura sulla biomeccanica in relazione alle attività sportive è ampia e non sorprendiamo nessuno andando a sottolineare il fatto che alcune posizioni specifiche – come quella degli atleti in oggetto – influenzano le curve della colonna vertebrale. Il ciclismo è uno sport molto praticato anche a livello amatoriale quindi è normale che ci siano diversi studi di settore in merito. Il ciclismo è caratterizzato da una stretta relazione tra il corpo umano e un mezzo meccanico. La posizione particolare sulla bicicletta assunta dai ciclisti fa sì che anche la colonna vertebrale debba assumere una posizione specifica. Il fine, ovviamente, è quello di ottenere una migliore aerodinamica.

Un ciclista professionista (ma anche amatoriale) si sottopone ad allenamenti lunghi e intensi, e questo impatta molto sulla colonna vertebrale. La colonna vertebrale dei ciclisti subisce una riorganizzazione tridimensionale durante la pedalata, con alterazioni della curva lordotica lombare. I ciclisti, nella continua ricerca di un’aerodinamica ottimale, tendono ad aumentare l'inclinazione del bacino e la flessione lombare.

Lo studio: metodi e materiali
Sono stati selezionati quarantotto atleti (residenti in Sicilia), venticinque ciclisti e ventitré atleti non ciclisti per il gruppo di controllo per lo studio in questione. Il dispositivo Spine 3d (Sensor Medica) è stato utilizzato per valutare la colonna vertebrale dei partecipanti. Il risultato delle analisi è piuttosto evidente. Nel gruppo dei ciclisti professionisti è stata una delle conseguenze della postura del ciclista è l'alterazione della curva lordotica lombare. Come abbiamo anticipato poco fa, una delle conseguenze della postura dei ciclisti sono le alterazioni della curva lordotica lombare, quindi lo studio solleva la possibilità che l'insorgenza del dolore lombare nei ciclisti possa essere dovuta proprio ad una riduzione della lordosi lombare. Altra evidenza dello studio è la la possibilità di monitorare regolarmente la salute dell'atleta con l'utilizzo di dispositivi non invasivi grazie all'utilizzo di dispositivi non invasivi come lo Spine 3D, col fine di prevenire e ridurre i deficit muscolo-scheletrici.

Conclusioni
Una considerazione importante dello studio è il fatto che anche il ciclismo amatoriale potrebbe portare a deformazioni della colonna vertebrale. Una consapevolezza che sottolinea l’importanza di effettuare controlli regolari per valutare la presenza di alterazioni posturale con l’obiettivo di pianificare gli allenamenti con un’attenzione alla prevenzione. Come viene sottolineato nelle conclusioni dello studio, “una valutazione periodica potrebbe migliorare la metodologia dei programmi di allenamento”. Regolarità che oggi, grazie alle nuove tecnologie (Spine 3d) garantisce risultati e sicurezza, anche e soprattutto in ambito sportivo.

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